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Presentazione
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Cari amici e Colleghi con la presente esprimo a Tutti Voi che mi avete eletto alla presidenza della Società Tosco- Umbra la mia più sentita riconoscenza per un ruolo al quale spero di essere all'altezza, non nascondendo una sincera preoccupazione per una carica che è stata ricoperta dal 1934 ( anno di fondazione ) da chirurghi ben più illustri e che non sto qui a ricordare per non fare torto a nessuno, nel caso che la memoria mi tradisse.
In queste tempo trascorso dall'elezione ho pensato spesso a come caratterizzare il mio mandato in modo che questa società regionale, così antica e gloriosa, possa continuare a svolgere nelle nostre due regioni un ruolo di riferimento per la maggior parte dei chirurghi ed in particolare costituisca anche per i chirurghi più giovani ( come lo è stato un tempo per noi ) una opportunità di incontro, di conoscenza e di formazione continua. Vi chiedo quindi di aiutarmi fattivamente per cercare di realizzare un programma di lavoro che permetta alla Società di produrre un’attività degna delle sue tradizioni.
Nel recente passato ( grazie a chi mi ha preceduto ) molte sono state le opportunità mirate ad un tale obbiettivo con eventi patrocinati o direttamente organizzati dalla società stessa nelle varie realtà chirurgiche regionali che hanno sempre visto la partecipazione attiva di un numero significativo di chirurghi, e che hanno coinvolto sicuramente la parte più viva e motivata della nostra giovane componente ospedaliera ed universitaria. Abbiamo la fortuna di essere una società con rapporto paritario fra componente ospedaliera ed universitaria ( l'alternanza della presidenza lo sta a dimostrare ): questa opportunità permette, attraverso l'opera continua e lodevole di sensibilizzazione dei Colleghi universitari, un reclutamento consistente di forze giovani, anche alla luce della possibilità di iscrizione gratuita per gli specializzandi che la società ormai da anni ha concordemente stabilito.
A questo proposito la società si dovrà impegnare con iniziative varie (collegandosi anche con i coordinatori regionali ACOI dell’Umbria e della Toscana ), come peraltro ha sempre fatto, per essere un punto di riferimento nella formazione dei giovani che tra pochi anni prenderanno la responsabilità dei nostri reparti. Il rischio di un gap generazionale è reale e deve essere con forza sottolineato ai nostri amministratori, preoccupati quasi esclusivamente di far tornare i conti del bilancio e non di mantenere livelli di qualità professionale elevati perseguendo programmi di formazione e progressivo inserimento di giovani chirurghi motivati e preparati.
Oltre a quanto detto, il compito di una società chirurgica regionale (ancora più di ieri ) non è solo quello di organizzare eventi su temi strettamente scientifici (in particolare monotematici, di breve durata, su argomenti largamente coinvolgenti tutte le realtà, come da anni è la scelta della Nostra Società) ma anche e soprattutto in questo periodo nel quale il ruolo del medico viene così pesantemente insidiato e pericolosamente emarginato dalla sfera gestionale per invadenze politiche sempre più ingombranti, quello di fare sentire la propria voce su tutto ciò che riguarda le decisioni di politica sanitaria e di governo clinico delle nostre realtà ospedaliere e universitarie.
Auspico quindi, con il vostro aiuto, di poter realizzare questi propositi e sono disponibile ad accogliere qualunque suggerimento vogliate o possiate trasmettermi poiché sono fermamente convinto che una squadra funziona se tutti perseguono gli stessi obiettivi e se ognuno si sente parte integrante del gruppo.
Poiché sono amante dello sport e sono stato anche giocatore di pallavolo in gioventù vi voglio salutare con le parole che Julio Velasco, l’allenatore argentino che ha vinto praticamente tutto con la nazionale di pallavolo italiana, ha rilasciato in pubblico “Gli schiacciatori non parlano dell'alzata, la risolvono.... io voglio schiacciatori che schiacciano bene le palle alzate male” per significare che occorre interrompere quella che Velasco definisce la cultura degli alibi e cioè che l’attaccante schiaccia fuori perché la palla non è alzata bene, ma la palla non è alzata bene perché chi riceve non lo fa nel migliore dei modi e quest’ultimo non può a sua volta scaricare la colpa sull’avversario e così via.
Pur nelle difficoltà enormi che ciascuno nella propria realtà lavorativa sta vivendo si impegnii al meglio e creda fortemente che ce la possiamo fare per noi e per i giovani chirurghi ai quali tra qualche anno lasceremo il testimone.
Con viva cordialità vi saluto tutti
Paolo Cappellini
Presidente Società Tosco-Umbra di Chirurgia
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Dr. Paolo Cappellini |
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